Chi fu l’inventore degli occhiali?

Lazzaro era preoccupato, se non disperato.
Era assai raro che, nella Venezia del secolo XIII, si vivesse a lungo, ma il suo mestiere di vetraio esigeva gioventù e vista buona più che esperienza.
I suoi cinquant’anni suonati non gli permettevano più di vedere oggetti piccoli ad una distanza ravvicinata e men che mai poter eseguire sul vetro di una bottiglia le complesse ed elaborate decorazioni richieste dalla produzione vetraia di quel tempo.
Da “maestro fiolario” (cioè produttore di “fiole”: bottiglie), era stato retrocesso a produrre semplici bicchieri di forma semi-conica o cilindrica destinati a taverne e frugali mense.
Era consapevole che, con l’avanzare dell’età, la sua vista si sarebbe tanto indebolita da non poter eseguire neanche quest’ultima mansione e allora sarebbe stato messo alla porta senza troppi complimenti: in quei tempi non esisteva l’assistenza sociale!
Ma il caso volle che proprio quell’umile oggetto, quel bicchiere di vetro che costruiva giornalmente in gran quantità, gli venisse in soccorso grazie al suo… fondo.
Non sappiamo come avvenne, ma possiamo immaginare che Lazzaro ebbe un giorno occasione di guardare attraverso il fondo di un bicchiere rotto, che aveva la forma lenticolare di una lente biconvessa, ed accorgersi di vedere bene come un ventenne!
Da qui a tenerne due sul naso (le mani dovevano essere libere di lavorare) e l’immaginazione di Lazzaro non tardò a trovare la soluzione adatta: montare i due fondi di bicchiere su una struttura a perno in legno… erano stati inventati gli occhiali!